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A 1000 metri di altitudine, all‘ombra del monte Guglielmo  a  partire da tre cascine abbandonate e 12 ettari di prato  misto a bosco, Amedeo e Abramo hanno dato vita nel 1997 ad  una realtà produttiva in continua evoluzione, l’Azienda Agricola Pesei. 

Ho conosciuto Abramo e Amedeo in una giornata autunnale di molti anni fa, 2001 o forse 2002, quando erano ancora giovani imprenditori e un’amica mi portò a visitare la loro azienda nata da poco.

Mi innamorai subito di questo luogo, ultima propaggine dell’Altopiano di Caregno, meravigliosa balconata sulla Val Trompia, dal quale è  separato solo da un lembo di pecceta. Pesei è  magico e ti entra nel cuore. Dai  suoi prati, accolti e protetti alle spalle dall’ombra del Guglielmo, volgendo lo sguardo a nord e via via degradando verso sud  si può spaziare ammirando e cogliendo con un unico respiro la nostra Valtrompia, dalle cime del gruppo Maniva, passando attraverso la Corna Blacca, il Monte Ario e i Piani della Vaghezza fino al Monte Inferni, vetta della catena montuosa  che domina Lodrino, per sconfinare sui rilievi meno alti che  dalla media valle portano gradualmente verso le bassa valle e la pianura.

I prati di Pesei si trovano nel comune di Tavernole sul Mella e sono raggiungibili a piedi partendo dalla sua frazione di Cimmo, per chi invece proviene dall’alta valle, dall’abitato di Pezzoro il tracciato è  percorribile anche con un fuoristrada; per chi parte dalla città, giunti nella frazione di Inzino di Gardone, si deve imboccare la strada per raggiungere l’abitato di Magno di Gardone Valtrompia e proseguire fino ad arrivare a 1000 metri sui Piani di Caregno.

Quest’ultima è  la strada che abitualmente percorro per raggiungere Caregno dove si può  continuare fino alle porte dell’azienda. Tuttavia, potendo scegliere, senza alcun  dubbio, è preferibile  lasciare la propria automobile nel comodo parcheggio tra l’Agriturismo La Valle e il  ristorante “La Fabbrica” e proseguire a piedi lungo la sterrata che si snoda tra i prati dell’altopiano. Fiancheggiati da siepi di nocciolo, sorbo montano, carpino e biancospino che offrono rifugio a piccoli uccelli, si possono scorgere  le numerose doline che  evidenziano in superficie il  carattere carsico del luogo ed ammirare l’architettura  delle  tipiche cascine della montagna valtrumplina,  cascina La Roda, Melaga, Saresera.

Raggiunti gli ultimi prati, nei pressi di una grandedolina lasciando alle spalle cascina Saresera,  preferisco uscire dalla retta via per imboccare il sentiero che seguendo la curva di livello dei Piani di Caregno porta a Pesei. Attraversando una pecceta non è infrequente incrociare lo scoiattolo, ghiotto dei pinoli dell’abete rosso e il capriolo che trova immediato rifugio dai prati limitrofi e si possono anche osservare numerose testimonianze della  tradizionale produzione del carbone, le aie carbonili

Nel bosco gli abeti rossi ci accolgono con maestosità e in un abbraccio protettivo rilasciando i loro profumi balsamici e la loro energia dissolvono i nostri problemi, le nostre ansie e paure. Quando  l’ombra delle chiome cede il passo alla luce  per il recente intervento di taglio del bosco, che purtroppo per la mancanza di un pronto e rapido esbosco ha favorito anche qui il bostrico (aggravando in questo periodo il pericolo di schianti da neve dell’abete rosso), significa che siamo arrivati. Lasciate le ultime fronde di conifere, ci affacciamo sull’ampia radura di Pesei e improvvisamente il silenzio è interrotto dal raglio degli asini. Nei prati circondati da boschi misti di faggi, querce, cerri, accompagnati da carpini, betulle, aceri,  frassini e sorbi sorgono tre cascine.

E’ in questo territorio, ricco di storia e di natura, dove Abramo Sabatti ed Amedeo Materossi si sono incontrati e hanno scelto di valorizzare le attività agricole di montagna coltivando piccoli frutti (more, lamponi, ribes rosso, ribes nero e ribes bianco, uva spina) e frutti “dimenticati” (rosa canina, sambuco e corniolo) per trasformarli in confetture e succhi,  pionieri di questo settore in Valtrompia

Nel 1996 venute meno le condizioni per il proseguimento dell’attività di conduzione della malga con la fienagione e con  la tradizionale produzione lattiero-casearia, la famiglia Saleri di Cimmo decide di lasciare Pesei dove per decenni ha custodito la proprietà  di Giovanna  Piotti,  originaria di Tavernole  sul Mella e  residente in città

Amedeo giovane agronomo, figlio della proprietaria,avverte la necessità di custodire quell’ampia radura di oltre 10 ettari che nei secoli passati, con dura fatica, è stata conquistata al bosco: continua così a falciare il prato sia per impedire la colonizzazione da parte di frassini e aceri sia per difendere le cascine dall’eventuale propagarsi dell’incendio dai boschi circostanti.